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Via ferrata

03 MONTE PERALBA per la ferrata Sartor

Via ferrata
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Alte Dolomiti - Sappada - Val Comelico
  • l tracciato della ferrata Sartor sulla parete sud-est
    / l tracciato della ferrata Sartor sulla parete sud-est
    Foto: Davide Borella, Alte Dolomiti - Sappada - Val Comelico
  • Suggestivo panorama verso sud-ovest dal cupolone sommitale
    / Suggestivo panorama verso sud-ovest dal cupolone sommitale
    Foto: Davide Borella, Alte Dolomiti - Sappada - Val Comelico
  • Panorama verso sud-est dal cupolone sommitale
    / Panorama verso sud-est dal cupolone sommitale
    Foto: Davide Borella, Alte Dolomiti - Sappada - Val Comelico
  • Panorama dalla vetta verso le vallate austriache e i ghiacciai del Gross Glockner
    / Panorama dalla vetta verso le vallate austriache e i ghiacciai del Gross Glockner
    Foto: Davide Borella, Alte Dolomiti - Sappada - Val Comelico
  • Spettacolare veduta verso le Dolomiti centrali (da sinistra a destra Antelao, Pelmo, Sorapìs, Marmolada)
    / Spettacolare veduta verso le Dolomiti centrali (da sinistra a destra Antelao, Pelmo, Sorapìs, Marmolada)
    Foto: Davide Borella, Alte Dolomiti - Sappada - Val Comelico
Cartina / 03 MONTE PERALBA per la ferrata Sartor
2250 2400 2550 2700 2850 m km 0.5 1 1.5 2 2.5 3 3.5
Meteo

È la più alta tra le montagne sappadine e la terza delle Alpi Carniche. Si tratta di una complessa struttura rocciosa che s’innalza possente di fronte al rifugio Calvi e alle Sorgenti del Piave, altissima sulla val Visdende, sulla val Sesis, sulla val Fleons, delle quali costituisce una sorta di crocevia. È caratterizzata da un lungo e uniforme crestone a ovest, da una serie di canaloni alternati ad arditi torrioni a sud, da una levigata e impressionante parete a nord. Sul cupolone sommitale tante vestigia della Grande Guerra: caverne, trincee, postazioni, reticolati, ecc. Dal biancore delle sue rocce il nome italiano Per-alba, cioè pietra bianca, ed anche quello tedesco, Hochweisstein, cioè alta pietra bianca. 

 

difficile
3,8 km
2:15 h.
538 m
542 m

È un’altra delle ferrate “classiche” della zona e abbastanza affollata. Il tracciato, dotato di attrezzature fisse in ottimo stato, si articola sul versante sud-est, dapprima lungo una ripida parete appena a sinistra del colatoio della via Oberthaler, poi su un costolone di roccette e detriti. È breve e facile, molto adatta ai neofiti delle vie attrezzate. Nonostante i numerosi passaggi, di materiale instabile specialmente nella parte medio-alta ce n’è parecchio, per cui è opportuno stare sempre all’erta; i sassi tuttavia piovono talvolta direttamente dalla cresta sommitale dove escursionisti maldestri o poco informati transitano senza pensare che sotto di loro sale la ferrata. Questo percorso è consigliato a quanti hanno discreta esperienza ed equipaggiamento adeguato (set da ferrata, imbragatura, casco).

Autore: © Giovanni Borella

outdooractive.com User
Autore
Giovanni Borella
Ultimo aggiornamento: 23.09.2018

Difficoltà
difficile
Impegno fisico
Emozione
Paesaggio
Livello sul mare
2667 m
2168 m
Periodo consigliato
gen
feb
mar
apr
mag
giu
lug
ago
set
ott
nov
dic

Possibilitá di ristoro

RIFUGIO P.F. CALVI - Sappada

Consigli per la sicurezza

Difficoltà: EEA

Segnavia: 132, bolli rossi

Ore dai pressi del rifugio Calvi : salita 1,45-2,15   discesa 1,00-1,15    totale 2,45 - 3,30

SCALA DELLE DIFFICOLTÀ

Nella scheda tecnica di ciascun itinerario sono presenti le sigle comunemente utilizzate nelle guide di montagna (T- E - EE- EEA - A). Alcuni itinerari possono avere una doppia sigla (es: T/E oppure E/EE) in quanto presentano le caratteristiche di entrambe le categorie

T (turistico) indica  itinerari quasi sempre brevi e facili che si articolano su stradine forestali e/o sentieri ben segnalati o comunque evidenti che non richiedono particolare allenamento

E (escursionistico) indica percorsi, anche piuttosto lunghi, che si snodano su mulattiere e/o sentieri spesso sopra i 2000 metri, evidenti ma non sempre con bolli segnavia. Non hanno difficoltà di rilievo, ma talora possono presentare qualche tratto o singolo passaggio un po’ esposto o malagevole. Sono richiesti equipaggiamento adeguato, un minimo di esperienza e allenamento

EE (per escursionisti esperti) indica itinerari generalmente a quote superiori ai 2000 metri, che si possono articolare su terreno infido e/o in zone impervie, sono caratterizzati spesso da passaggi o tratti esposti e/o attrezzati, talora su roccette con difficoltà di 1° grado. Richiedono esperienza, passo sicuro, senso dell’orientamento, buon equipaggiamento, preparazione psico-fisica.

EEA (per escursionisti esperti con attrezzatura) indica percorsi attrezzati con funi metalliche, staffe, scalette. L’esposizione è quasi sempre costante. Sono obbligatori esperienza, allenamento e adeguato equipaggiamento comprendente casco e set da ferrata. Utili i guanti. 

A (per alpinisti) indica itinerari di roccia che portano alle vette con basse difficoltà alpinistiche (1°/2° grado). Richiedono capacità tecniche, buona esperienza, preparazione fisica, equipaggiamento idoneo (casco, qualche cordino, sempre utile anche uno spezzone di corda di 20-30 metri)

Ulteriori informazioni e link

AVVERTENZE

  • Le informazioni sotto riportate non possono essere considerate sostitutive della presenza di una guida alpina professionista
  • La montagna è un ambiente meraviglioso ma non esente da rischi, va quindi avvicinato sempre con la massima prudenza
  • Nelle Avvertenze delle Guide dei Monti d’Italia C.A.I./T.C.I. si legge che la classificazione delle difficoltà “rimane essenzialmente indicativa e va considerata come tale”, trattandosi di un elemento soggettivo. Questo vale anche per gli itinerari proposti nel sito
  • La classificazione delle difficoltà e i tempi di percorrenza vanno riferiti ad un escursionista/alpinista di livello medio riguardo ad allenamento, esperienza, abilità, allenamento 
  • Nell’intraprendere un determinato percorso si valutino bene le difficoltà, le proprie capacità e il proprio grado di allenamento
  • Prima di affrontare un itinerario (che non sia una passeggiata di breve durata) è buona norma: 1) consultare il Dolomiti Meteo dell'Arpav, collegandosi al sito http://www.arpa.veneto.it o chiamando il numero 049 8239399 (Opzione 2). Il bollettino, a differenza dei bollettini meteo nazionali, offre una previsione locale piuttosto affidabile. 2) assumere informazioni presso l’Ufficio Turistico, la locale sezione del C.A.I., le guide alpine, i gestori dei rifugi. Infatti lo stato di percorribilità di un itinerario e il suo livello di difficoltà possono andare incontro a significative variazioni anche in uno spazio di tempo assai limitato a causa di eventi naturali (frane, condizioni meteo sfavorevoli) e/o di situazioni contingenti (deterioramento dei segnavia, delle attrezzature fisse, presenza di nevai residui, ecc.)
  • Il cellulare può offrire un’erronea sensazione di sicurezza, perché si deve tener presente che vi sono zone prive di copertura telefonica
  • Nel malaugurato caso di incidente, malore, impossibilità a proseguire, contattare solo e esclusivamente il SUEM 118

Partenza

Rifugio Calvi (2169 m)
Coordinate:
Geografico
46.624463 N 12.726943 E
UTM
33T 325984 5165943

Arrivo

Monte Peralba

Percorso

Con l’itinerario 34 della sezione Escursioni raggiungere l'ultimo tornante prima del passo Sesis. Un cartello con l’indicazione “Ferrata Sartor” segnala l’inizio di un’esile traccia che si dirige a sinistra traversando in salita dei ripidi pendii erbosi fino all’attacco (Attenzione: seguire fedelmente il sentierino senza lasciarsi fuorviare da una vecchia fune metallica) che si trova pochi metri a lato del colatoio sopramenzionato (targa a ricordo della guardia di finanza Pietro Sartor caduto in montagna). Si sale diritti per un’erta e liscia parete il cui primo tratto è agevolato dalla presenza di staffe, si continua poi in esposizione per rocce più articolate e più inclinate fino ad una piccolo catino con erba e detriti. Qui si piega a sinistra traversando un ampio canale e mirando ad un’evidente dorsale dove s'incontra una traccia un po' discontinua che, fra roccette e sfasciumi, guida senza difficoltà alcuna direttamente in vetta.

Ritorno

Si può scendere o per la normale nord-est o per la normale ovest (itinerario 5 o 6 delle vie normali per escursionisti esperti).

Autore: © Giovanni Borella

Calcola il viaggio per arrivare in treno, in macchina, a piedi o in bicicletta.

Titoli consigliati

© Tratto dalla Guida "Sappada, dai sentieri alle vette" di Giovanni Borella , edita dalla casa editrice CO.EL.

Giovanni Borella Nato a Belluno, vi ha vissuto sino alle soglie dell'adolescenza. Si è successivamente trasferito a Padova, dove ancora risiede, frequentando la locale Università e conseguendo la laurea in Lettere Antiche che lo ha portato a esercitare l'insegnamento per qualche decennio. Escursionista prima, alpinista poi, ha compiuto numerose ascensioni sia nei più noti gruppi dolomitici sia in particolare sui monti di Sappada, che frequenta da moltissimi anni d'estate e d'inverno e dove ha anche aperto vie nuove e ripetuto altre in solitaria. Ha pubblicato tre guide: "Sui sentieri del sole" ed. Mediterranee 1995 in qualità di coautore, "Sappada, dai sentieri alle vette" editrice Co.El. 2002, "Dolomiti del Comelico" Linteditoriale 2010.

Mappe e cartine consigliate

Carta Topografica Tabacco - Foglio 01 - Scala 1:25000

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Difficoltà
difficile
Lunghezza
3,8 km
Durata
2:15 h.
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538 m
Discesa
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