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Via ferrata

01 MONTE CHIADENIS per la ferrata ovest

Via ferrata
Responsabile del contenuto
Alte Dolomiti - Sappada - Val Comelico
  • Vista verso i Fortini
    / Vista verso i Fortini
    Foto: Mauro Colle Fontana, Alte Dolomiti - Sappada - Val Comelico
  • Il monte Chiadènis visto da ovest. Più a sinistra il Pic
    / Il monte Chiadènis visto da ovest. Più a sinistra il Pic
    Foto: Davide Borella, Alte Dolomiti - Sappada - Val Comelico
  • All'uscita della liscia placca iniziale. In basso il rifugio Calvi
    / All'uscita della liscia placca iniziale. In basso il rifugio Calvi
    Foto: Giovanni Borella, Alte Dolomiti - Sappada - Val Comelico
  • Panorama dalla vetta verso il monte Lastroni
    / Panorama dalla vetta verso il monte Lastroni
    Foto: Giovanni Borella, Alte Dolomiti - Sappada - Val Comelico
  • vLa cresta che precede la vetta
    / vLa cresta che precede la vetta
    Foto: Giovanni Borella, Alte Dolomiti - Sappada - Val Comelico
Cartina / 01 MONTE CHIADENIS per la ferrata ovest
1950 2100 2250 2400 2550 m km 0.2 0.4 0.6 RIFUGIO P.F. CALVI - Sappada
Meteo

Il Chiadenis è una bella struttura rocciosa situata tra il falso Passo dei Cacciatori (a est) e il Costone Eynard (ad ovest), grosso cocuzzolo a lato del rifugio Calvi. Visto da qui non presenta un aspetto particolarmente ardito, mentre verso sud piomba sui ghiaioni con una strapiombante muraglia grigio-giallastra, una delle più eleganti pareti delle Alpi Carniche. Una cresta lunga e dentellata lo collega al Pic Chiadenis. 

media
0,7 km
1:30 h.
183 m
43 m

L'itinerario è breve, piacevole e molto frequentato. Corre in versante nord poco sotto la cresta ovest del Chiadenis in prevalenza su una lunga rampa un po’ inclinata e affacciata sul grande catino detritico in cui sorge il rifugio Calvi. La parte più impegnativa del tracciato sta all’inizio ed è costituita da una levigatissima placconata esposta e assai ripida. È dotato fino in cima di buone attrezzature fisse. Si consiglia tale percorso a quanti possiedono una discreta esperienza ed equipaggiamento adeguati (kit da ferrata, imbragatura, casco,). Il pericolo di caduta sassi risulta piuttosto contenuto.

Autore: © Giovanni Borella

outdooractive.com User
Autore
Giovanni Borella
Ultimo aggiornamento: 23.09.2018

Difficoltà
media
Impegno fisico
Emozione
Paesaggio
Livello sul mare
2288 m
2105 m
Periodo consigliato
gen
feb
mar
apr
mag
giu
lug
ago
set
ott
nov
dic

Possibilitá di ristoro

RIFUGIO P.F. CALVI - Sappada

Consigli per la sicurezza

Difficoltà: EEA

Segnavia: assenti

Ore dai pressi del rifugio Calvi : salita 1,15-1,30   discesa 0,45-1,00    totale 2,00 - 2,30

SCALA DELLE DIFFICOLTÀ

Nella scheda tecnica di ciascun itinerario sono presenti le sigle comunemente utilizzate nelle guide di montagna (T- E - EE- EEA - A). Alcuni itinerari possono avere una doppia sigla (es: T/E oppure E/EE) in quanto presentano le caratteristiche di entrambe le categorie

T (turistico) indica  itinerari quasi sempre brevi e facili che si articolano su stradine forestali e/o sentieri ben segnalati o comunque evidenti che non richiedono particolare allenamento

E (escursionistico) indica percorsi, anche piuttosto lunghi, che si snodano su mulattiere e/o sentieri spesso sopra i 2000 metri, evidenti ma non sempre con bolli segnavia. Non hanno difficoltà di rilievo, ma talora possono presentare qualche tratto o singolo passaggio un po’ esposto o malagevole. Sono richiesti equipaggiamento adeguato, un minimo di esperienza e allenamento

EE (per escursionisti esperti) indica itinerari generalmente a quote superiori ai 2000 metri, che si possono articolare su terreno infido e/o in zone impervie, sono caratterizzati spesso da passaggi o tratti esposti e/o attrezzati, talora su roccette con difficoltà di 1° grado. Richiedono esperienza, passo sicuro, senso dell’orientamento, buon equipaggiamento, preparazione psico-fisica.

EEA (per escursionisti esperti con attrezzatura) indica percorsi attrezzati con funi metalliche, staffe, scalette. L’esposizione è quasi sempre costante. Sono obbligatori esperienza, allenamento e adeguato equipaggiamento comprendente casco e set da ferrata. Utili i guanti. 

A (per alpinisti) indica itinerari di roccia che portano alle vette con basse difficoltà alpinistiche (1°/2° grado). Richiedono capacità tecniche, buona esperienza, preparazione fisica, equipaggiamento idoneo (casco, qualche cordino, sempre utile anche uno spezzone di corda di 20-30 metri)

Ulteriori informazioni e link

AVVERTENZE

  • Le informazioni sotto riportate non possono essere considerate sostitutive della presenza di una guida alpina professionista
  • La montagna è un ambiente meraviglioso ma non esente da rischi, va quindi avvicinato sempre con la massima prudenza
  • Nelle Avvertenze delle Guide dei Monti d’Italia C.A.I./T.C.I. si legge che la classificazione delle difficoltà “rimane essenzialmente indicativa e va considerata come tale”, trattandosi di un elemento soggettivo. Questo vale anche per gli itinerari proposti nel sito
  • La classificazione delle difficoltà e i tempi di percorrenza vanno riferiti ad un escursionista/alpinista di livello medio riguardo ad allenamento, esperienza, abilità, allenamento 
  • Nell’intraprendere un determinato percorso si valutino bene le difficoltà, le proprie capacità e il proprio grado di allenamento
  • Prima di affrontare un itinerario (che non sia una passeggiata di breve durata) è buona norma: 1) consultare il Dolomiti Meteo dell'Arpav, collegandosi al sito http://www.arpa.veneto.it o chiamando il numero 049 8239399 (Opzione 2). Il bollettino, a differenza dei bollettini meteo nazionali, offre una previsione locale piuttosto affidabile. 2) assumere informazioni presso l’Ufficio Turistico, la locale sezione del C.A.I., le guide alpine, i gestori dei rifugi. Infatti lo stato di percorribilità di un itinerario e il suo livello di difficoltà possono andare incontro a significative variazioni anche in uno spazio di tempo assai limitato a causa di eventi naturali (frane, condizioni meteo sfavorevoli) e/o di situazioni contingenti (deterioramento dei segnavia, delle attrezzature fisse, presenza di nevai residui, ecc.)
  • Il cellulare può offrire un’erronea sensazione di sicurezza, perché si deve tener presente che vi sono zone prive di copertura telefonica
  • Nel malaugurato caso di incidente, malore, impossibilità a proseguire, contattare solo e esclusivamente il SUEM 118

Partenza

Dintorni del rifugio Calvi (2128 m)
Coordinate:
Geografico
46.623522 N 12.726479 E
UTM
33T 325946 5165839

Arrivo

Monte Chiadenis

Percorso

Dall’ultimo tornante sotto il rifugio Calvi (raggiunto con l'itinerario 24 della sezione Passeggiate) si stacca sulla destra (cartello) un sentierino che scende nella vallecola sottostante e risale quindi una ripida china detritico-erbosa che porta ad una insellatura caratterizzata da resti di fortificazioni della Grande Guerra. Si attacca per una breve cornice, salendo poi faticosamente un’alta e levigatissima placca quasi verticale (una catena e una fune metallica agevolano l’ascesa) che immette su una dorsale di rocce ed erba (Attenzione: chi volesse evitare la placca deve dal rifugio Calvi seguire verso est-sud-est un'esile traccia che taglia in mezza costa gran parte dell’ampio circo ghiaioso salendo poi in diagonale per un’evidentissima cengia con zolle erbose e qualche roccetta fino alla dorsale anzidetta). Si continua per gradoni, indi per una cengia fino all’inizio della lunga rampa che costituisce la direttiva della salita. La si rimonta per intero, restando prima al centro e successivamente sul margine sinistro con alcuni passaggi anche molto esposti fino a sbucare sulla cresta sommitale che si percorre con dei corti saliscendi guadagnando in breve la croce di vetta. 

Ritorno

Per l'itinerario di salita o per la ferrata sud-est

Autore: © Giovanni Borella

Calcola il viaggio per arrivare in treno, in macchina, a piedi o in bicicletta.

Titoli consigliati

© Tratto dalla Guida "Sappada, dai sentieri alle vette" di Giovanni Borella , edita dalla casa editrice CO.EL.

Giovanni Borella Nato a Belluno, vi ha vissuto sino alle soglie dell'adolescenza. Si è successivamente trasferito a Padova, dove ancora risiede, frequentando la locale Università e conseguendo la laurea in Lettere Antiche che lo ha portato a esercitare l'insegnamento per qualche decennio. Escursionista prima, alpinista poi, ha compiuto numerose ascensioni sia nei più noti gruppi dolomitici sia in particolare sui monti di Sappada, che frequenta da moltissimi anni d'estate e d'inverno e dove ha anche aperto vie nuove e ripetuto altre in solitaria. Ha pubblicato tre guide: "Sui sentieri del sole" ed. Mediterranee 1995 in qualità di coautore, "Sappada, dai sentieri alle vette" editrice Co.El. 2002, "Dolomiti del Comelico" Linteditoriale 2010.

Mappe e cartine consigliate

Carta Topografica Tabacco - Foglio 01 - Scala 1:25000

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Difficoltà
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Lunghezza
0,7 km
Durata
1:30 h.
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183 m
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