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Monte San Mauro con due varianti “tecniche” alla via normale

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CAI Dolomiti Bellunesi
  • Chiesa di San Mauro vista dall'inizio delle Creste di Val Zervele.
    / Chiesa di San Mauro vista dall'inizio delle Creste di Val Zervele.
    Foto: Mario Briotto, CAI Dolomiti Bellunesi
  • Primi tratti un po' esposti sulle Creste di Val Zervele.
    / Primi tratti un po' esposti sulle Creste di Val Zervele.
    Foto: Mario Briotto, CAI Dolomiti Bellunesi
  • Vista dall'interno del grande
    / Vista dall'interno del grande "covolo" delle Creste di Val Zervele.
    Foto: Mario Briotto, CAI Dolomiti Bellunesi
  • Nel cerchio, grande faggio di riferimento importante per la prosecuzione.
    / Nel cerchio, grande faggio di riferimento importante per la prosecuzione.
    Foto: Mario Briotto, CAI Dolomiti Bellunesi
  • Vista all'indietro dall'inizio della dorsale finale verso Forcella Valpiana.
    / Vista all'indietro dall'inizio della dorsale finale verso Forcella Valpiana.
    Foto: Mario Briotto, CAI Dolomiti Bellunesi
  • La cintura rocciosa della cima più alta del Monte San Mauro.
    / La cintura rocciosa della cima più alta del Monte San Mauro.
    Foto: Mario Briotto, CAI Dolomiti Bellunesi
  • Vista sulle Vette Feltrine dalla Croce Monte del San Mauro il 18 Settembre 2018.
    / Vista sulle Vette Feltrine dalla Croce Monte del San Mauro il 18 Settembre 2018.
    Foto: Mario Briotto, CAI Dolomiti Bellunesi
  • Vista sulle Vette Feltrine dalla Croce del Monte San Mauro il 5 Dicembre 2016.
    / Vista sulle Vette Feltrine dalla Croce del Monte San Mauro il 5 Dicembre 2016.
    Foto: Mario Briotto, CAI Dolomiti Bellunesi
  • Inizio da ovest del Viàz Nord della Cima del Monte San Mauro.
    / Inizio da ovest del Viàz Nord della Cima del Monte San Mauro.
    Foto: Mario Briotto, CAI Dolomiti Bellunesi
  • Qui sulla destra c’è un gran (e umido) riparo roccioso.
    / Qui sulla destra c’è un gran (e umido) riparo roccioso.
    Foto: Mario Briotto, CAI Dolomiti Bellunesi
  • Il viàz è mediamente piatto, ma la media è fatta anche di discese e salite.
    / Il viàz è mediamente piatto, ma la media è fatta anche di discese e salite.
    Foto: Mario Briotto, CAI Dolomiti Bellunesi
  • Inizia la discesa del famoso vallone sud della via normale.
    / Inizia la discesa del famoso vallone sud della via normale.
    Foto: Mario Briotto, CAI Dolomiti Bellunesi
Cartina / Monte San Mauro con due varianti “tecniche” alla via normale
900 1200 1500 1800 2100 m km 1 2 3 4 5 6 7 8
Meteo

Alpi Feltrine: Monte San Mauro con salita per le Creste di Val Zervele e rientro per il Viàz Nord della Cima del San Mauro e per il vallone sud della via normale.
difficile
9,2 km
6:01 h.
1300 m
1300 m

Escursione al Monte San Mauro con un paio di varianti rispetto alla via normale per il ben noto e alquanto ripido e scivoloso vallone erboso esposto a sud.

Questo lungo e largo vallone è tutto tappezzato di “loppe”, ovvero ciuffi/blocchi di erba molto compatti, lunghi e resistenti; e estremamente scivolosi in condizioni di bagnato o secco; e “solo molto scivolosi” in condizioni normali.

A mio giudizio non supera i 45 gradi di pendenza come indicato in alcune guide, ma è gestibile in sicurezza solo se affrontato con tranquillità e PREFERIBILMENTE con i ramponcini da prato o forestali o “Fèr da tàc”.

Comunque, siccome la via normale a una cima è per definizione la più facile, le varianti di oggi non sono certamente banali.

Nella prima variante delle Creste di Val Zervele considero i ramponcini obbligatori almeno per il tratto centrale.

La seconda variante del Viàz Nord è un buon approccio per chi vuol iniziare (accompagnato) su questo tipo di percorsi.

Consiglio dell'autore

Nelle giornate di buona visibilità, e data la sua particolare posizione un po’ staccata dalle altre Vette Feltrine, il Monte San Mauro è una cima super-panoramica a 360°, sia verso i monti che verso la pianura.

Per fare questa registrazione GPS ho scelto una normale giornata di fine estate con le solite nubi e foschie varie.

L’autunno – prima del gelo – dovrebbe essere il periodo migliore per appagare la vista nel giro completo.

outdooractive.com User
Autore
Mario Briotto
Ultimo aggiornamento: 19.09.2018

Difficoltà
difficile
Tecnica
Impegno fisico
Emozione
Paesaggio
Livello di pericolo
Livello sul mare
1836 m
710 m
Punto più alto
Croce del Monte San Mauro (1836 m)
Punto più basso
"Serbatoio Mutten" dell'Acquedotto di Feltre. (710 m)
Periodo consigliato
gen
feb
mar
apr
mag
giu
lug
ago
set
ott
nov
dic
Esposizione
NOSE

Consigli per la sicurezza

Evitare con il bagnato, neve o gelo: in questo caso sono veramente condizioni pericolose.

Fare molta attenzione se si accompagnano persone con modesta esperienza, anche nell’utilizzo di attrezzatura di assicurazione supplementare rispetto a quella escursionistica normale: qui si è sicuri solo se non si scivola, sicuri per sé stessi e PER GLI ALTRI.

Considerare che il viàz a nord della cima va in punti di “profondo nord”, e potrebbe essere bagnato-ghiacciato-innevato anche se il resto del percorso è in buone condizioni.

Attrezzatura

Normale dotazione escursionistica.

Bastoncini molto-molto utili in vari tratti.

OVVIAMENTE non possono mancare nello zaino i ramponcini da prato o forestali o “Fèr da tàc”.

Partenza

Il punto di partenza del sentiero CAI 819 e di tutta l’escursione è ben segnalato da cartello CAI pochi metri dopo il parcheggio. (711 m)
Coordinate:
Geografico
46.080715 N 11.925261 E
UTM
32T 726176 5107176

Arrivo

Lo stesso punto di partenza.

Percorso

ANDATA

Dal parcheggio alla Chiesa di San Mauro si segue il CAI 819, inizialmente per stradette forestali e poi per facile e generalmente largo sentiero (solo un cavo in un punto che era franato ma ora mi sembra ben ripristinato).

Dalla Chiesa di San Mauro alla Forcella di San Mauro il sentiero si restringe, ma è sempre segnato e ben riconoscibile sul terreno.

Il primo tratto dalla Forcella di San Mauro è facile e con traccia discretamente evidente anche con l’erba ancora alta di metà Settembre come oggi.

Poi si doppia una prima piccola costola e si inizia a camminare su piani inclinati lateralmente, esposti ma ben gestibili per chi è abituato, fino ad arrivare a un gran “covolo”.

Da qui ritengo “saggio” (vale a dire praticamente obbligatorio) calzare i ramponcini: c’è una piccola piazzola abbastanza comoda per poterlo fare.

Il mio consiglio, però, è di farlo già dalla Forcella di San Mauro per abituarsi allo stile di camminata con i ramponcini prima di arrivare dove veramente servono.

Subito dopo il covolo si piega a destra per salire un ripido canaletto erboso, assimilabile a un I° grado di difficoltà con qualche singolo passo che può essere di II°.

Pochi metri prima di raggiungere la cresta sovrastante, si piega a sinistra e si doppia la costola che delimita questo canale.

Da qui la vista si apre verso un (molto) largo canale-invaso-vallone (in realtà multiplo): un attimo di pausa per “focalizzare” un gran faggio solitario che sta dal lato opposto più o meno alla stessa altezza.

Bisogna raggiungere questo faggio e sfiorarlo appena da sopra, e per arrivarci si percorre la bancata erbosa senza una linea definita, ma cercando di mantenere la quota e sfruttando qualche traccia probabilmente creata dagli animali (si noteranno anche varie tracce più in basso e più in alto, ma bisogna “puntare” il faggio).

Poco dopo il faggio “emerge” una buona impronta a terra che porta in un breve intaglio/canalino (più o meno un I° grado un po’ inerbato) che conduce sopra l’inizio di una larga dorsale.

Si sale la larga dorsale seguendo la linea di massima pendenza (comunque meno pendente della via normale), e si piega naturalmente in diagonale sinistra andando ad inserirsi nel vallone della via normale pochissimi metri sotto la Forcella Valpiana.

Dalla Forcella Valpiana tutto abbastanza evidente come impronta a terra e bolli rossi: iniziale strappetto verso sinistra, poi traverso quasi piatto, breve canalino gradinato verso destra (segnalato da una freccia rossa) e facilissima cresta verso sinistra per raggiungere la Croce del Monte San Mauro.

In realtà la Croce è posta sulla “cima escursionistica” che non è la più alta.

Quella più alta sta sopra una cintura rocciosa che si aggira con il viàz scelto per la discesa.

Dopo il primo strappetto dalla Forcella Valpiana, si nota un po’ più in alto sulla destra un gran bollo rosso: è il punto di uscita o ingresso est del viàz che contorna a nord la cima del Monte San Mauro.

RITORNO

Dalla Croce della “cima escursionistica” si torna brevemente alla selletta che divide le due cime del San Mauro; verso nord (direzione opposta alla provenienza) è molto evidente una traccia che scende alla base della fascia rocciosa in parte con “impronta aperta” e in parte fra i mughi: questo è il punto di uscita o ingresso ovest del viàz.

Il viàz non è difficile nella “scala cenge”, ma è sicuramente difficile se valutato nella scala escursionistica generale.

Svariati tratti abbastanza esposti e pure in profondità; però si appoggiano sempre completamente tutti e due i piedi.

Qualche tratto è ben protetto dai mughi.

In questo passaggio ho trovato i frequenti tagli di mughi in buono stato di manutenzione: “non c’è da litigare con i baranci”, si cammina abbastanza agevolmente accompagnati da bolli rossi e qualche ometto.

Per chi ha esperienza – se si procede con attenzione ­– è un viàz divertente senza momenti di ansia.

Se si segue il tracciato di questa registrazione GPS per la propria prima volta sul San Mauro, non bisogna sottovalutare la discesa dalla Forcella Valpiana per il vallone della via normale.

Non è facile capire a un primo colpo d’occhio dall’alto quanto può essere scivoloso quel tappeto erboso senza averlo mai calpestato.

Oggi ho calzato i ramponcini anche qui, a Dicembre 2016 non li avevo e ho rischiato con una pessima scivolata.

Dopo i primi metri in alto, ci sono delle tracce che passano vicino a rocce con bolli rossi e ometti, ma poi si passa invariabilmente su “qualche spezzone di sole loppe”, e la troppa confidenza in questi tratti può essere MOLTO PERICOLOSA.

Infine si rientra nel sentiero che fa il giro del San Mauro e si torna velocemente alla Chiesa: tratto facile e segnato con solo un cavo con funzione di corrimano su una placca un po’ inclinata.

Come arrivare

Da Feltre o Cesiomaggiore ci si porta verso Villabruna e poi si seguono le indicazioni per Arson e Mutten.

Dal piccolo abitato di Mutten si trovano delle freccette sbiadite su cui “si intuisce” la scritta “SAN MAURO”.

Seguendole si va verso Case al Zot e si prosegue imboccando Via San Mauro e percorrendola fino alla fine della stretta e tortuosa stradina asfaltata.

Dove parcheggiare

Appena prima della fine della stradina asfaltata, c’è il “Serbatoio Mutten” dell’Acquedotto di Feltre: a fianco dell’ingresso dell’area recintata c’è spazio per 4/5 auto.

Poco prima, arrivando, qualche altra possibilità per singole macchine.

Calcola il viaggio per arrivare in treno, in macchina, a piedi o in bicicletta.

Titoli consigliati

“Dolomiti Bellunesi Cinquanta itinerari nel Parco Nazionale”

di Paolo Bonetti

CASA EDITRICE PANORAMA

---

“Sentieri e Viaz dimenticati delle Alpi Feltrine”

di Aldo De Zordi, Paolo Lovat e Ivan De Zordi

EDIZIONI DBS ZANETTI

Da questa guida ho tratto il toponimo “Creste di Val Zervele”, che sono descritte in sole 5 righe ma in modo esemplare.

Mappe e cartine consigliate

Casa editrice TABACCO numero 023 "Alpi Feltrine Le Vette - Cimònega" 1:25.000

Nella cartina è indicato in rosso il sentiero CAI 819 dalla partenza fino alla Forcella di San Mauro.

Il resto dell’escursione non è marcato e la cartina può servire solo per avere un colpo d’occhio generale sulla zona.

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Difficoltà
difficile
Lunghezza
9,2 km
Durata
6:01 h.
Salita
1300 m
Discesa
1300 m
Panoramico Passaggio in vetta Percorso esposto Passaggi da arrampicare Passaggio su cresta

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